cavidotti, tubi corrugati, tubi in polietilene, tubi in polietilene per drenaggi, tubi in polietilene per fognature, tubi per drenaggi
Tubi in polietilene per fognature, tubi per drenaggi, tubi fessurati, pozzetti per fognature e vari tubi drenanti in materiale plastico, cavidotti per drenaggi, pozzetti in polietilene
      « English Version Tubi corrugati in polietilene
cavidotti, tubi corrugati, tubi in polietilene per drenaggi e fognature, tubi strutturati e fessurati, cavidotti in polietilene, pozzetti


FONTANA DI SAN TIZIANO

Restaurata con il finanziamento di Industrie Polieco - MPB srl

La fontana in origine si trovava nel convento dei SS. Cosma e Damiano, che sorgeva nell'area che, in seguito, fu occupata dalla "Caserma degli sbirri"; il vescovo Berardo Maggi, nel 1298, ordinò l'abbattimento del complesso per ampliare
Prima Dopo

Durata restauro: 103 giorni
il Broletto verso Nord.
Per la vasca era stata riutilizzata l'arca funeraria del vescovo bresciano San Tiziano, del XII secolo; la copertura in marmo è sostenuta da due colonne con capitello corinzio del XV secolo, dal chiostro del convento stesso. Nell'archivio Tagliaferri è conservato un disegno di Antonio Tagliaferri, ricavato da uno schizzo di Giovanni Renica del 1834, mostra la fontana montata all'esterno della "Caserma degli sbirri"; una foto mostra la fontana composta di un bacino a raso, che riceve l'acqua dalla vasca ricavata dal sarcofago, su cui poggiano le colonne che reggono la copertura.

Nel 1885, Antonio Tagliaferri, nell'ambito del progetto di sistemazione della piazzetta dell'Albera, oggi Tito Speri, decideva di spostare la fontana sul lato orientale della piazza, dove in antico sorgeva il convento. Con l'occasione Tagliaferri ne cambiò sostanzialmente l'aspetto originario: aggiunse alle colonne le mensole di sostegno del tettuccio, fece affrescare sul fondale lo stemma di Brescia in campo araldico e collocò più in alto la faccia del sarcofago come fonte della vasca dell'acqua.

A chiudere il bacino collocò poi una lastra in marmo, lavorata a mò di retro del sarcofago.